Rassegna di cinema euromediterraneo

E’ arrivata al quarto anno la rassegna dedicata alla cinematografia dell’area dell’Euromediterraneo, che nelle edizioni precedenti ha focalizzato l’attenzione sull'Albania, la Grecia e la Bosnia, con l’obiettivo principale del "dialogo tra le società e le culture".

Attraverso il cinema e l’analisi delle pellicole presentate, fatta direttamente dai registi, la sezione rende tangibile il dialogo con lo straordinario momento vissuto dalla industria cinematografica  di un Paese che continua a raccogliere riconoscimenti internazionali

Settimana del Cinema Turco

L'Orso d'Oro conquistato lo scorso febbraio da Semih Kaplanoglu con Bal (Honey) alla 60ma Berlinale è l'ultimo passo del cammino intrapreso negli ultimi anni dal cinema turco, che lo ha portato a imporsi come una delle realtà produttive ed artistiche più interessanti emerse nelle ultime stagioni sulla scena cinematografica internazionale. Come sempre accade, l'affermazione di Kaplanoglu, così come quella di Nuri Bilge Ceylan con Uzak (id., 2002), Il piacere e l'amore (Iklimler, 2006) e Le tre scimmie (Üç maymun, 2008), non è che il risultato di un sistema culturale che ha puntato sul cinema – e in particolare sul “cinema d'autore” – per superare le barriere di una comunicazione troppo spesso bloccata sui sistemi informativi della cronaca o degli eventi politici e sociali di rilevanza internazionale. Com'è accaduto nello scorso decennio con altre cinematografie (Taiwan, Iran, Cina, Corea del Sud), i nuovi registi hanno saputo farsi carico del non facile compito di raccontare identità, storie, tradizioni, momenti politici, metafore sociali del passato e del presente. Si tratta di opere in grado di illustrare i cambiamenti in atto, spesso faticosi e contraddittori, ma anche di creare un sistema poetico ben riconoscibile a livello internazionale, una visione della vita e dell'uomo ben precisa e individuabile.
Nell'ambito di una produzione piuttosto variegata, in cui non mancano né le pellicole rivolte al grande pubblico né le opere di più o meno giovani e nuovi autori, la Settimana del Cinema Turco, proposta dall'11mo Festival del Cinema Europeo di Lecce anche per celebrare un anno che vede Istanbul Capitale europea della Cultura, mostra sei film realizzati nelle ultime due stagioni, scelti per la loro capacità di testimoniare non solo le caratteristiche estetiche e narrative del cinema turco attuale, ma anche per la varietà di prospettive e tematiche adottate nel confrontarsi con il passato e con il presente di questo paese.
C'è dunque l'intenso dramma di una ragazza condannata a morte dalla famiglia rievocato con spirito quasi güneyano da Havar di Mehmet Güleryüz, in cui si illustra il dramma, ben noto alle cronache internazionali, dei “suicidi d'onore” della provincia turca sudorientale. Ma c'è anche uno sguardo modernamente mélo su una Istanbul metropolitana proposto da Issiz Adam (Alone) di Çağan Irmak, storia d'amore tra un giovane chef di successo e una libraia, in cui si configura la crisi del maschio turco incapace di liberarsi dei propri vissuti più arcaici: grande successo di pubblico in patria, grazie anche al vintage musicale da anni '70. Sulla vita quotidiana di una quattordicenne si staglia invece Hayat Var (My only sunshine) di Reha Erdem, che riflette nelle scure acque del Bosforo un dramma familiare lancinante. Si confrontano invece con le controverse memorie politiche delle lotte studentesche sia Sonbahar (Autumn) di Özcan Alper che Bahoz (The Storm) di Kazim Öz: il primo racconta il tempo interiore del ritorno a casa in un villaggio sul Mar Nero di un giovane uomo malato, reduce da dieci anni di prigione per motivi politici; il secondo rievoca in maniera appassionata (un po' La meglio gioventù, un po' Il grande sogno) le vicende legate al movimento studentesco curdo attraverso la presa di coscienza di un giovane di provincia giunto a Istanbul per studiare all'università. Completa la selezione Solino di Fatih Akin, omaggio a un autore turco/tedesco che ha saputo rappresentare ottimamente il “dentro” e il “fuori” del suo paese d'origine; ma anche omaggio al nostro Salento cinematografico, visto che il giovane Akin venne a girare questo suo quarto lungometraggio (risalente al 2002) in questa terra, in interessante anticipo sull'attuale “Pugliawood”.

Massimo Causo

 


ALONE Issiz Adam (TURCHIA )

immagine dal film Scheda film


AUTUMN Sonbahar (GERMANIA,TURCHIA 2008)

immagine dal film Scheda film


BAHOZ The storm (TURCHIA 2008)

immagine dal film Scheda film


HAVAR (TURCHIA 2008)

immagine dal film Scheda film


MY ONLY SUNSHINE Hayat var (TURCHIA, GRECIA, BULGARIA 2008)

immagine dal film Scheda film


SOLINO (GERMANIA 2002)

immagine dal film Scheda film


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Prezzi dei biglietti

  • SALA 1: 5€
  • SALA 2: 1€
  • SALA 3: 1€
  • SALA 4: 1€
  • SALA 5: 3€
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