CONVEGNO SNCCI

Il cinema di Costa-Gavras

CONVEGNO in collaborazione con il S.N.C.C.I.

Un confronto sull’arte cinematografica del grande regista tra importanti esponenti della critica e delle istituzioni cinematografiche nazionali ed europee. Il convegno, organizzato in collaborazione con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e moderato dal Presidente Bruno Torri, avrà luogo sabato 4 aprile al Cinema Santalucia alla presenza di Costa Gavras. Relatori: Antongiulio Mancino, Giovanni Maria Rossi.

COSTA-GAVRAS

Mi è già capitato altre volte di definire Costa-Gavras un maestro di indignazione. La capacità di indignarsi è una virtù sempre più rara in un periodo storico e in una realtà come quella contemporanea dove sempre più normale risulta la tendenza al degrado sociale e politico, culturale e morale, e dove l’assuefazione al peggio appare la regola. Tanto più meritevole risulta quindi l’atteggiamento di chi, mettendosi a confronto con le grandi tragedie della Storia e con i gravi problemi del presente, non rinuncia a prendere posizione, a sfidare i luoghi comuni, a tenere viva la memoria. Costa-Gavras, appunto, è stato ed è un maestro di indignazione, cioè un uomo, prima ancora che un cineasta, motivato sempre dal risentimento etico davanti alle ingiustizie del mondo e alle vessazioni dei poteri dominanti. E poiché in tante parti del mondo le ingiustizie contro l’umanità e gli abusi del potere, esercitato nelle forme più diverse, hanno continuato a verificarsi senza interruzioni, così come la violenza ha continuato a manifestarsi senza sosta contro i popoli e le persone più deboli, Costa-Gavras ha trovato costantemente motivi di indignazione, e quindi lo stimolo a trasferirla nei suoi film. Sono rarissime le filmografie che, come la sua, dimostrano in maniera inequivocabile impegno civile, convinzioni democratiche, spirito solidaristico. Se non sempre gli esiti estetici possono apparire all’altezza, davvero grande, delle intenzioni (ma sono sempre fuori discussione il rigore professionale, la padronanza della tecnica cinematografica, l’abilità nella direzione degli attori, la capacità di comunicare in modo trasparente senza mai scadere nel superficiale), nel suo cinema, tanto responsabile quanto responsabilizzante, è ogni volta evidente la volontà di prendere partito e di testimoniare in modo partecipe a favore delle vittime e contro i carnefici, senza fare distinzioni tra paesi, regimi, ideologie. Alcuni esempi: i delitti delle dittature militari e dei loro complici internazionali (Z, Missing), le nefandezze della CIA (Etat de siège), gli orrori dello stalinismo (L’aveau), le omissioni del Vaticano (Amen): tutto è chiamato in causa e sottoposto alla dura requisitoria di Costa-Gavras, il quale non si è mai fatto condizionare da cautele più o meno opportunistiche o da apriorismi politici, ideologici o confessionali. Di lui si può affermare che è, più che un rivoluzionario, un rivoltoso, proprio nell’accezione proposta da Camus. Un rivoltoso animato da un umanesimo schierato sempre dalla parte degli uomini costretti a subire il male provocato da altri uomini, e che quindi aspira a salvaguardare quel tanto di libertà individuale e di giustizia sociale che tutti dovrebbero sentire come valori primari, e riconoscere attivamente a vantaggio di tutti.  Non a caso anche nel suo ultimo film, Verso l’Eden, Costa-Gavras affronta uno dei temi oggi più scottanti a livello mondiale, quello dell’emigrazione, per narrare, attraverso una vicenda esemplare non priva di valenza metaforica, il carico di dolori e paure di chi è spinto a cercare la sopravvivenza lontano dal proprio paese e, insieme, il pericolo del ritorno di vecchi mostri mai del tutto sconfitti quali il razzismo e l’intolleranza. Ancora una volta, dunque, quello di Costa-Gavras si presenta come un cinema che sembra interessato, almeno in prima istanza, più all’“utile” che al “bello”, naturalmente senza presupporre una qualche incongruenza o, peggio ancora, un’incompatibilità tra queste due nozioni. Ma di questo, e di molto altro, si potrà discutere a Lecce, durante lo svolgimento del Festival del Cinema Europeo, nel Convegno organizzato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, che, oltre alla presenza dello stesso regista, potrà contare sulle relazioni di Anton Giulio Mancino e Giovanni Maria Rossi.

Bruno Torri
Pres. SNCCI


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Prezzi dei biglietti

  • SALA 1: 5€
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  • SALA 3: 1€
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  • SALA 5: 3€
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