ITALIA
NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI
1968 – 35mm – colore - 142’
Regia Direction: Carmelo Bene
Sceneggiatura Screenplay: Carmelo Bene; dal suo omonimo romanzo from his novel
Cinematografia Cinematography: Mario Masini
Montaggio Editing: Mauro Contini
Musica Music: Carmelo Bene (coordinamento)
Effetti Effects: Renzo Marinelli
Interpreti Cast: Carmelo Bene, Lydia Mancinelli, Ornella Ferrari, Anita Masini, Salvatore Siniscalchi, Vincenzo Musso
Produzione Production: Carmelo Bene, Giorgio Patara
Edizione integrale restaurata a cura della Cineteca Nazionale
SINOSSI
Ricordi, visioni, ossessioni di un intellettuale pugliese (Bene, nato a Campi, Lecce, nel 1937) di estrazione cattolica e piccoloborghese, di cultura decadentistica con inclinazioni verdiane. Si mette in scena, e in immagini, con una forte carica di ironia e autoironia, un farneticante furore barocco, uno sregolato umorismo irridente ora divertente ora allarmante. Il punto di fusione di questi eterogenei momenti è l'atteggiamento di ricerca di un assoluto che sa irraggiungibile.
CARMELO BENE
Campi Salentina ( Lecce ), 1 settembre 1937 – Roma, 16 marzo 2002
Nel 1957 si iscrive all’Accademia per lasciarla l’anno dopo vedendone l’assoluta inutilità. Debutta come attore nel 1959 a Roma come protagonista del Caligola di Albert Camus. Successivamente Bene diventa regista di se stesso, inizia a compiere un’opera di manipolazione integrale e di massacro dei “ classici “ che egli stesso chiama “ Variazioni “. Esplode il caso Carmelo Bene: Alberto Moravia, Angelo Maria Ribellino, Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini sono solo alcuni degli intellettuali che vengono rapiti dal genio beniano; sono di questi anni Lo Strano Caso del Jekill e del Sig Hyde, Gregorio, Pinocchio, Salomè, Amleto, Il rosa e il nero. Comicia la sua parentesi cinematografica, prima come attore nel film di Pasolini Edipo Re poi come regista nel film Nostra Signora dei Turchi. Poi ancora Capricci (1969), Don Giovanni (1970), Salomè (1972) e Un Amleto di Meno (1973). Torna al teatro con numerose opere, ma molto rilevante è la sua cosiddetta “svolta concertistica”.
PREMI
1968 Festival di Venezia: Premio Speciale della Giuria






