ITALIA

VERSO EST

immagine dal film

2008 – HDCAM – colore -63’

Regia: Laura Angiulli
Sceneggiatura: Laura Angiulli
Cinematografia: Cesare Accetta
Montaggio: Roberto Schiavone
Musica: Rino Alfieri
Interpreti: Predrag Matvejevic’, Hatidza Mehmedovic’, Alessandra D’elia, Zehra Deovic’, Diana Höbel, Frederique Lolite, Minka Muftic’, Adis Oric’, Antonio Pennarella
Produzione: Il Teatro Soc. Coop. A.R.L.

SINOSSI

Verso est è la risultante di un lungo percorso.
Al centro la Bosnia, col suo passato ingombrante, e un presente tanto incerto quanto controverso.
Tre città di quel paese – Sarajevo, Mostar, Srebrenica - sollecitazioni diverse che si propongono nel contatto con la gente e la loro storia passata e presente.
Sarajevo è la capitale. La memoria si è sostanziata con riflessi contraddittori nell’assetto politico vigente, e accende conseguenti opportunità di riflessioni e dibattito.
Mostar è tutta nel vecchio ponte, simbolo ma anche cuore dal battito lento di una vita sociale e politica che non riesce a scaldare le ali periferiche della città, ancora frantumata nella realtà dei ghetti, croati e musulmani. E infine Srebrenica, la città delle donne, la città del dolore. 12.000 morti (istituzionalmente se ne riconoscono 8.372, ma nella pratica i dispersi sono 4.000 in più), e ogni anno nell’11 luglio la grande cerimonia per la messa in terra di quelle centinaia di corpi che vengono ancora ritrovati, in fosse di nuova individuazione. E’ di Srebrenica Hatidza Mehmedovic’, la protagonista del film, ed è stato subito chiaro che solo a lei, nella composta e altera capacità di assunzione del lutto (nel genocidio del 1995 ha perso i due unici figli, il marito, i fratelli, il padre), poteva essere affidata la trasmissione di un carico emotivo fortemente presente all’affettività dell’autrice-regista.

NOTA DI REGIA

Il film è stato suggerito dal bisogno di farsi emotivamente partecipe del destino di certi luoghi la cui storia è segnata da eventi drammatici. Si è scelta la Bosnia perché è lì che si è consumata una delle guerre più aspre. Perché il tema dell’identità si apre ancora a espressioni di conflitto. Perché è già possibile una valutazione delle risultanti di ricaduta dell’ excursus bellico, nella cultura e nell’economia. Per quella ricostruzione che stenta a compiersi poiché l’idea stessa di “futuro” è gravemente compromessa. Perché il privato dei singoli in molti casi è definitivamente compromesso, esistenze non più recuperabili  alla pienezza del vivere. Perché bisogna che siano rispettati i diritti dell’infanzia, e che per loro, l’istruzione pubblica voglia farsi divulgatrice di valori per la concezione di un mondo non diviso, di un popolo unico. La presenza di Hatidza Mahmedovic’ – presidente delle madri di Srebrenica, gravemente colpita essa stessa dalla morte dei due unici figli, del marito e dei congiunti di sesso maschile nel corso del genocidio, a Srebrenica  nel 1995 – porta in scena la verità di una tragedia di agghiacciante vastità. il viaggio di Hatidza tra memoria e attualità ha consentito lo sviluppo di un percorso di presa emotiva e, nonostante l’asperità del tema, il definirsi di  un racconto poetico.


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Prezzi dei biglietti

  • SALA 1: 5€
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