FRANCIA
LA CONFESSIONE
1970 – 35mm – colore - 140’
Regia: Constantin Costa Gavras
Sceneggiatura: Jorge Semprun, tratta dall’omonimo romanzo di Arthur e Lise London
Cinematografia: Raoul Coutard
Montaggio: Françoise Bonnot
Scenografia: Bernard Evein
Musica: Giovanni Fusco
Interpreti: Yves Montand, Simone Signoret, Gabriele Ferzetti, Michel Vitold
Produzione: Films Corona, Films Pomereu (Paris) Produzioni Intercontinentale Cinematografica, Fono Roma, Selenia Cinematografica (Roma)
SINOSSI
Anton - un comunista cecoslovacco che ha combattuto in Spagna con le brigate internazionali, ha partecipato alla Resistenza francese ed è stato poi deportato a Mathausen - tornato in patria ha assunto nel governo del paese l'incarico di vice-ministro degli esteri. Ma dopo alcuni anni, durante le grandi epurazioni ordinate da Stalin, Anton, già da tempo pedinato dalla polizia segreta, viene arrestato e rinchiuso in un'orrida galera. Impedendogli di mangiare e di dormire, sfibrandolo con allucinanti interrogatori, i suoi aguzzini - per dare al suo processo, e a quello degli altri arrestati insieme a lui, una parvenza di legalità - pretendono che egli confessi di essere un trotzkista e di avere avuto rapporti con una spia al servizio dell'America. Fiaccato fisicamente e moralmente - gli impediscono di vedere la moglie, comunista pure lei - raggirato con l'uso distorto di dettagli innocenti, Anton finisce per ammettere colpe che non ha commesso…
NOTA CRITICA
“Con un realismo asciutto e lineare, un’ambientazione rigorosa fra luoghi miserabili e agenti nefandi (ottimo rilievo ha in una delle parti più infami Gabriele Ferzetti), soprattutto con un’oppressiva resa scenica dei metodi usati negli interrogatori, allucinante connubio di astuzia e di perfidia che dopo tante testimonianze letterarie - da Koestler al Solgenitsin del Primo cerchio - trova qui adeguata espressione figurativa, Costa-Gavras è molto efficace nell’esprimere l’angoscia e l’orrore della macchina implacabile che privando gli imputati di ogni resistenza fisica e d’ogni senso d’umana dignità, riducendoli a un oggetto numerato, li degrada a docili automi.” (Giovanni Grazzini)
PREMI
1971 Nastri d’Argento: Regista del Miglior Film Straniero






